Rainer Brambach nasce il 22 gennaio 1917, sua madre è cuoca, il padre accordatore di pianoforti. È stato pittore e giardiniere, finché, dopo aver conosciuto Günter Eich, inizia a scrivere poesie. Riceve per la sua opera importanti premi. Muore a Basilea il 13 agosto 1983.


Annarosa Zweifel Azzone è stata docente di Letteratura tedesca alla Facoltà di Lettere dell’Università di Padova, dove si è occupata in particolare della letteratura della Svizzera tedesca.
Ha tradotto, tra gli altri, Thomas Mann (Tonio Kröger, nella Bur con il testo tedesco a fronte), Eduard von Keyserling e Joseph Roth per Adelphi e, per Marsilio editori, Romeo e Giulietta nel villaggio e Sette leggende di Gottfried Keller, con apparato critico e testo tedesco a fronte. Per ADV Publishing House (Lugano 2016) ha tradotto e curato una selezione di poesie di Kuno Raeber, uno dei più misconosciuti e contestati poeti svizzeri del Novecento. L’interesse per la poesia svizzera di lingua tedesca ha preso corpo, nell’antologia Cento anni di poesia nella Svizzera tedesca (Crocetti editore, 2014) e in Poesia della Svizzera tedesca tradotta da poeti (Crocetti editore, 2019).


Disegno di Ledwina Costantini.




COSE CHE CADONO SENZA RUMORE



SCRIVERE UNA POESIA


Scrivere una poesia
senza peso
per esempio tardo autunno
guscio di lumaca vuoto ragnatele
cose che cadono senza rumore
nel fruscio degli alberi.




FRAMMENTO

Il mare è il disco del pendolo
di un enorme orologio.
E i marinai hanno
passi ondeggianti.

Riposando all'ombra delle lancette
i morti sentono il suono
degli ingranaggi che girano.




CI VORREBBE PRUDENZA

Cosa ti spinge a scrivere versi?
Perché non vendi sale,
case, fucili o tabacco?

Ci vorrebbe prudenza, sai, perché presto
caleranno di nuovo i corvi - neri predicatori
dalla stridula voce - per gridare ai quattro venti
la tua miseria, mentre tu sereno in giro te ne vai.

Quando il ghiaccio penderà dalle fontane,
altra dimora non avrai che la sala d'attesa,
dove echeggiando in molte lingue
l'uno all'altro si salda l'arrivo e il dirsi addio.




UOMINI SOLI

Uno raccoglie pietre.
Uno colleziona francobolli.
Un terzo gioca a scacchi a distanza.
e uno se ne sta nel parco e osserva,
la sera.
Uno studia il russo.
Uno legge Shakespeare.
Uno scrive lettere su lettere
e uno beve vino rosso, la sera,
per il resto non accade nulla.
bevono, leggono, guardano, raccolgono
gli uomini soli, la sera.
Scrivono, imparano, giocano, collezionano,
ognuno per suo conto il sabato sera.
Uno va all'operetta.
Uno ascolta Bach.
Uno custodisce un segreto.
E come un cane alla catena
se ne va per i viali, sera dopo sera.




POICHÈ DA TRE GIORNI PIOVE


Poiché da tre giorni piove,
e ancora sempre piove
quasi senza far rumore
io prendo le mie matite colorate
giallo verde blu
e metto sulla carta un cielo
e dentro al cielo metto un sole
e sotto un prato pieno di bocche di leone -
la macchia rossa sul prato,
vino versato.




I MIEI ANTENATI


I miei antenati non si sono mai staccati dal Nord,
non mio padre e nemmeno mia madre.
Forse mi hanno messo al mondo
perché potessi venire qui
in questa collinosa terra di querce e di vigneti
in questa pietrosa e selvaggia terra di cipressi
nel paese degli olivi, dei ginepri e delle ginestre.

Coperto di polvere e assetato sto seduto
sopra una pietra e mi dico: questa terra
è una poesia dura come un sasso,
                                               piena di versi zoppicanti,
di odore d'olio, vino scuro,
spini, occhi di cuoio che fissano lontano.
Ma poi si leva il vento e i rami d'olivo,
argentei, vibrano di luce.



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