Patrizia Nizzo é nata a Todi (PG) il 2 aprile del 1954.
Ha pubblicato tre raccolte di poesie: Come foglie Aletti Editore. Al di là dei rovi Gruppo Albatros. Il menestrello dei semplici, Edizione Il Convivio, La mia casa non ha porte, alla chiara fonte, Dalla nuvola non scendo Pallicano Libri, e un racconto: Dov'era Dio? Aletti Editore.
Ha vinto alcuni premi ed presente in numerose antologie.



QUALCOSA STA PER ACCADERE



1


Ruberò un raggio di sole,
la margherita,
lo sguardo alle stelle,
e dalla trappola per topi,
nascosta lì, fuori dalla porta,
sarò l’assenza di pareti.
E non mi serviranno scarpe né cappelli.



2


Tra le pieghe del collo
c’è la stanchezza appesantita
dei fardelli senza più nome.
Some incollate tra scapole indurite
che incurvano di dolore verso terra.
Madre amata, generosa di abbracci,
ti bacio, ti accarezzo ti stringo
con il ventre teso ad ascoltare il tuo fremito.
Mi distendo in croce
per sentirti in ogni angolo di pelle,
cuore contro cuore, madre mia.



3


Piccoli astri splendono nell’universo verde
cosparso di stelle bianche.
Faccine azzurre sorridono sgranando occhietti blu
sulle farfalle e le api indaffarate.
Pianeti smerlettati di fiordaliso
in questo universo di spighe che promette pane,
tra i i papaveri di vedetta all’orizzonte,
dove’è in fiore un cumulo di macerie e rifiuti.
Emergono ortiche dallo sportello di un vecchio frigo
e spunta malva rosa dai buchi neri dei copertoni.
Più in là, da un rudere avvinghiato dall’edera
germogliano alberi di fichi e lillà
protetti da un tappeto di rovi.
Minuscole orchidee tenaci si aggrappano
a mattoni consumati. La natura
mostra la sua potenza di Grande Madre.



4


Lo spicchio di cielo non mi conosce per nome
né il sole conosce più la mia ombra,
confondo la mia storia con quella di altri
che come me hanno paura.
Sono io una donna o un  nemico da evitare?
È un momento che sembra eterno,
ignaro delle stagioni, cadenza inutile
del tempo nella noia di quattro mura
dove echeggia la nostalgia della strada.
È l’oblio di me, per me oblio del senso umano,
un tunnel misterioso in cui annaspo rabbiosa
cercando il sapore e un senso. Il silenzio
amplifica la solitudine
e ogni singolo rumore mi fa paura.



5


Nell’aria c’è odore d’agguato
impalpabile veleno
opprimente incertezza.
Qualcosa sta per accadere
o è solo istintivo timore.
Eppure è tutto incredibilmente bello
troppo bello per minacciarlo
col fermento che elettrifica il cielo
e ci rende folli.
Mi fermo a riflettere: chi è il nemico e di chi?



6


Il pesco ha sempre avuto fretta di mostrare i suoi fiori.
Il melo e il mandorlo lo seguono sbadigliando.
Inizia la festa delle meraviglie:
l’aria frizzante i germogli gonfi il tenero verde,
il cielo terso riflesso nel mare calmo.
Primavera che celebra la vita:
ti abbiamo mai vista così?
Forse, in passato, ma questa volta non siamo invitati.



7


Ti toccherò da lontano assai perché mi fai paura.
Ci chiuderemo ciascuno in una bolla d’aria
leccandoci la faccia con la museruola
come fanno nei canili e ci baceremo
da uno schermo fingendo di godere.
Avremo una finestra sulla fronte
da cui controllare il calore dei corpi
e un bavaglio sulla bocca per tacere.



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